Studio Nardelli
Studio Nardelli

Personalità

Quelli della Personalità si dividono in Disturbi di Gruppo A e di Gruppo B.

GRUPPO A

DISTURBO PARANOIDE DI PERSONALITA’

Chi è affetto da questo disturbo vive in un clima di continui sospetti e sfiducia. Qualsiasi motivazione e azione altrui viene interpretata come minacciosa. Il paranoide si sente in uno stato di continuo pericolo, o vittima di complotti o di minacce nascoste. Il soggetto vive in un clima continuo di sospetto e di diffidenza immotivati nei confronti degli altri. Azioni e gesti innocenti vengono interpretati come volutamente malevoli (rancore verso autri di presunte azioni offensive, non riesce a perdonare àa vivere rapporti socialmente e emotivamente sereni). Non bisogna confondere un disturbo dell’umore con manifestazioni psicotiche con i sintomi paranoici del decorso della schizofrenia.

Pensieri e sentimenti pericolosi o spiacevoli vengono scissi da quelli positivi, proiettati fuori di sé e attribuiti agli altri: l’individuo salvaguardia autostima e contenuti positivi dagli aspetti cattivi del Sé, che vengono controllati tenendo a bada l’ambiente su cui sono proiettati. Il paranoide appare rigido, riservato e guardingo. Ha bisogno di tenere tutto e tutti sotto controllo; è incapace di portare avanti relazioni durature nel tempo. Terrore di un controllo esterno percepito come lesivo della propria identità personale e autonomia: insicurezza generata da bassa autostima. Spesso è inviato in terapia da persone che non lo tollerano +, ma lui ritiene di non avere alcun disturbo: i suoi problemi si risolverebbero se cambiassero gli altri che lo perseguitano.

DISTURBO SCHIZOIDE DI PERSONALITA'

I soggetti con qs disturbo mostrano un’espressione dell’emozionalità estremamente limitata e un marcato distacco nelle relazioni sociali. Il disturbo potrebbe rientrare nell’area psicotica. Il soggetto deve presentare almeno 4 di questi sintomi:

  • anche se fa parte di un nucleo familiare non prova alcun interesse nel partecipare a esso né ad altre relazioni affettive o sociali;
  • Mostra un carattere chiuso che lo porta ad appartarsi e agire in solitudine;
  • È scarsamente motivato verso una vita sessualmente completa;
  • Non è in grado di provare piacere in quasi nessuna delle attività che svolge e manifesta un atteggiamento distaccato che sembrerebbe renderlo indifferente sia alle critiche che alle approvazioni degli altri;
  • Emotività compromessa e appiattita: rigido e chiuso in sé.

Non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia o di un altro disturbo psicotico.

DISTURBO SCHIZOTIPICO DI PERSONALITA'

Il disturbo potrebbe rientrare nell’area psicotica. Grave disagio relazionale, accompagnato da un comportamento eccentrico e da distorsioni nel pensiero e nella percezione. Presenti opinioni e credenze strani, o condizionati da un pensiero di tipo magico, in contrasto con le norme della cultura di appartenenza (es: riti esoterici, chiaroveggenza, telepatia). Il soggetto pensa di avere doti di percezione insolite. Nelle relazioni strette mostra disagio e scarse capacità di dialogo, confronto e scambio affettivo. Pensiero e linguaggio confusi, metaforici e stereotipati. Il soggetto vive in un clima di sfiducia e sospetto.

GRUPPO B

DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA'

Il soggetto è caratterizzato da intolleranza delle regole e dalla continua violazione dei diritti degli altri. Il disturbo può essere diagnosticato dai 18 anni. Già prima dei 15 aa la condotta deve apparire disturbata in almeno 3 aspetti:

  • incapacità ad uniformarsi alle regole sociali e di comportarsi in modo legale (arresti);
  • comportamento basato su menzogna, falsità e attività truffaldina a danno altrui, per scopi personali di profitto o piacere;
  • impulsività e incapacità progettuale
  • aggressività (scontri fisici, incuranza della sicurezza propria e altrui).

Il soggetto appare irresponsabile e incapace di portare avanti un’attività lavorativa/di studio in modo continuativo o di far fronte a obblighi sociali, legali e finanziari. Maltratta e deruba gli altri con indifferenza e senza rimorso; appare privo di empatia. Spesso il soggetto ha realmente una storia di esperienze di crudeltà, trascuratezza, deprivazione e abusi da parte dei genitori. Manca un intrometto materno positivo, fonte della fiducia di base e contenitore di “vissuti cattivi”: l’oggetto ideale è un intrometto aggressivo. L’attaccamento emotivo del bambino verso la madre viene deviato perché la figura materna è vissuta come ostile o indifferente. Nel paziente antisociale vi è un distacco dalle relazioni umane e dai sentimenti; se si lega ad altri li rende vittime della sua violenza.

DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA'

È un disturbo in cui predominano elementi di impulsività e instabilità (in ambito relazionale, umorale, e nella percezione di sé). Il soggetto teme un abbandono e per evitarlo compie tentativi disperati. Profonda instabilità delle relazioni interpersonali: sono contraddistinte da momenti di idealizzazione e supervalutazione dell’altro e da momenti opposti in cui si giunge al disprezzo. Anche la percezione di sé appare instabile e oscillante tra opposte e parziali identità.

Il soggetto è impulsivo anche in almeno 2 campi fra:

  • abuso sostanze;
  • tendenza ad abbuffarsi;
  • guida spericolata;
  • sessualità;
  • aggressività;
  • prodigalità che sfocia nello sperpero.

Atteggiamenti minacciosi, tentativi di suicidio o automutilazione. Instabilità per cui alterna momenti di intensa disforia a tristezza, irritazione o ansia. Più frequentemente l’umore è rabbioso, violenti accessi d’ira, scontro fisico. Sentimenti cronici di vuoto, possibili ideazioni paranoici o sintomi dissociativi temporanei ma gravi.

(le tossicodipendenze vengono valutate di pertinenza borderline: comportamenti autolesionisti, tematiche di dipendenza e angoscia abbandonica)

Il borderline può ritenere che l’altro sia un oggetto di sua proprietà. Gli aspetti del sé vengono isolati, separati, scissi. Sostanziale inizio di perdita di contatto con la realtà; l’Io ha funzionamento discontinuo e intermittente. Il soggetto a tratti conserva bene il rapporto con la realtà, altre volte cade (aggressività, comportamento antisociale e autolesionismo). Mostra freddezza emotiva nel parlare della vita affettiva o di latri aspetti significativi. Mostra un senso di onnipotenza, senso di grandiosità (essere al di sopra di tutto: potrebbe non accettare la psicoterapia). Sembra incapace di prevedere le conseguenze di ciò che dice o fa. Il senso di grandiosità è la copertura di un’enorme fragilità. Se è particolarmente grave appare impettito e rigido; lo sguardo sembra trapassare la persona. Stile difensivo privilegiato: scissione. Le persone vengono divise in categorie (buoni vs. cattivi) e quindi idealizzate o valorizzate.

Altri stili difensivi frequentemente usati sono: attaccamento, acting out, identificazione proiettiva; usato anche il diniego (negare l’esistenza di impulsi e affetti che vengono così cancellati). Si possono verificare manipolatori tentativi di suicidio; le relazioni sono vissute in modo adesivo e persecutorio  per paura di essere fagocitati e abbandonati.

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